Con le Storie di ViaggioDanza, amiamo raccontare non solo percorsi artistici, ma anche le imprese e le persone che scelgono di condividere i nostri valori e di sostenere concretamente la crescita dei giovani talenti.

È proprio attraverso questo percorso che abbiamo conosciuto il brand Coppelia e l’imprenditrice che lo guida, Barbara Ronchi, una realtà che ha scelto di avvicinarsi a ValoreDanza non solo per la passione verso la danza, ma anche per l’attenzione verso gli impegni sociali che la nostra organizzazione porta avanti da sempre.

Durante il Festival ViaggioDanza, Coppelia sarà presente con un corner dedicato, dove ballerini e partecipanti potranno scoprire e acquistare i suoi meravigliosi prodotti pensati per accompagnare i momenti di studio e formazione.

Ma la presenza di Coppelia rappresenta soprattutto qualcosa di più: la volontà di sostenere, insieme a noi, il talento e le nuove generazioni attraverso il progetto ViaggioDanza TalentEdu, contribuendo a creare opportunità concrete di crescita per i giovani danzatori che ogni anno scelgono di mettersi in gioco sul nostro palcoscenico.

Coppelia, un brand che nasce dall’amore per la danza

Coppelia nasce da una storia imprenditoriale, quella dell’impresa Dansidance. Com’è iniziata la vostra storia?

Barbara: “Per quanto riguarda il settore danza, nasciamo ormai circa quarant’anni fa. Mamma Lucia e papà Flavio hanno sempre portato avanti questo settore come una loro passione, perché questa attività non rappresentava la parte preponderante del loro lavoro, ma una parte marginale. Abbiamo sempre operato come produttori. Il marchio Coppelia è diventato nostro nel 2023 perché il precedente proprietario, per il quale lavoravamo, è andato in pensione e ha dismesso il marchio. Noi lo abbiamo raccolto e portato avanti con una nuova linfa vitale.

Le radici di questa avventura imprenditoriale partono dall’esperienza dei tuoi genitori nella produzione per conto terzi. Come è avvenuto il passaggio da produttori a creatori di un brand riconoscibile come Coppelia?”

Barbara: “Eravamo produttori di Coppelia, ci occupavano di tutta la sua produzione, ma non eravamo i proprietari del marchio, che veniva venduto come Coppelia. Dopo il covid, il vecchio proprietario del marchio ha deciso di chiudere e noi lo abbiamo rilevato, decidendo di intraprendere questa nuova strada. La definisco nuova perché tutto l’aspetto del marketing e il rapporto con i consumatori finali ci mancava completamente: noi eravamo solamente i produttori dell’abbigliamento.

Questo ci ha spinto a relazionarci con associazioni, come ValoreDanza, che da una parte persegue finalità legate alla valorizzazione del talento e dall’altra permette a noi, attraverso il progetto ViaggioDanza TalentEdu, di raggiungere un duplice obiettivo: portare avanti la passione che aveva dato origine alla nostra impresa e, allo stesso tempo, farci conoscere. Dovevamo presentarci con una nuova immagine: una Coppelia che esisteva già da anni dal punto di vista produttivo, ma che si affacciava direttamente al mondo dei ballerini con una nuova proprietà e con una nuova veste. Abbiamo, quindi, iniziato nel nostro piccolo a offrire borse di studio, a partecipare a stage e a sostenere iniziative sociali e di valorizzazione del talento.

Ci siamo interfacciati anche con altre associazioni e, in passato, con scuole private che avevano al loro interno persone in difficoltà. Quando c’era un saggio o si dovevano acquistare nuove divise da parte della scuola e tra gli allievi c’era qualche bambino in difficoltà economica, noi intervenivamo.

Ci siamo rapportati con realtà associative che in quel momento ritenevamo rappresentassero ciò che volevamo esprimere nel mercato. In alcune occasioni ci siamo trovati bene, in altre meno, perché non sempre ci siamo riconosciuti nei valori espressi da chi organizzava determinate iniziative.

Torniamo un passo indietro, alla vostra storia aziendale. Mi dicevi che la vostra impresa nasce dai tuoi genitori, che erano produttori del settore manifatturiero …

Barbara: Sì. Noi nasciamo nel distretto della calza, in un contesto manifatturiero e tessile particolare. Per passione, e soprattutto per un sogno di mia mamma, è stata avviata una linea dedicata alla danza. Da lì è nata una collaborazione con i principali operatori del settore. Grandi marchi, come Grishko o Bloch, che volevano essere distribuiti sul territorio italiano, dovevano passare attraverso Coppelia. Era una realtà molto strutturata e con un grande prestigio per l’epoca in cui è nata.

Il settore della danza è sempre stato piuttosto piccolo, molto capillarizzato sul territorio e con un numero limitato di utenti. Per questo motivo è sempre rimasto la passione di mia mamma. Anche perché Coppelia non era nostra: noi eravamo soltanto i produttori dei suoi prodotti. Quel sogno però è rimasto nel cassetto senza mai spegnersi. Quando si è presentata l’opportunità di acquisire il marchio, abbiamo deciso di provarci. Così è nata la nostra Coppelia 

In realtà, le persone hanno sempre acquistato i nostri prodotti, solo che non li compravano direttamente da noi. Li acquistavano attraverso un rivenditore che gestiva tutto il marketing e il rapporto commerciale.Coppelia è diventata ufficialmente di nostra proprietà nel 2023.

Oggi io e mia sorella Roberta portiamo avanti questo sogno. Mamma è ancora con noi e ci dà una grandissima mano. Dal punto di vista tecnico è imbattibile nella realizzazione dei capi. Purtroppo papà non c’è più, ma siamo convinte che sarebbe orgoglioso di questa rinascita. Ha sempre sostenuto la mamma e lavorava nell’azienda. Vedere quello che abbiamo realizzato, o meglio quello che stiamo cercando di realizzare, sarebbe sicuramente motivo di orgoglio per lui.

C’è qualche aneddoto o episodio che lega il sogno iniziale dei tuoi genitori a quello che state realizzando?

Barbara: Ci sono tanti episodi legati al nostro viaggio e non saprei indicarne uno preciso. In realtà i miei genitori hanno sempre amato la musica e ciò che era bello. La danza è espressione di bellezza e forse è nato tutto da questo connubio. Sicuramente l’incontro con persone che operavano in questo mondo ha contribuito a far nascere tutto questo quasi come un gioco. Quarant’anni fa chi aveva un’azienda la viveva non solo dal punto di vista lavorativo, ma anche come passione personale. Non c’erano tutte le opportunità di svago che abbiamo oggi e questo settore rappresentava anche un diversivo. Un diversivo fatto di colori, espressione, talento e armonia. Tutto questo ci è stato trasmesso dai nostri genitori.

Mia sorella rappresenta maggiormente l’aspetto creativo, mentre io quello commerciale. Però fin da piccole siamo cresciute immerse nei valori che appartengono al mondo della danza: eleganza, armonia e leggerezza. È qualcosa che abbiamo respirato fin dall’infanzia e per noi è stato naturale continuare questo percorso.

È davvero una grande storia: dalla produzione di calze all’abbigliamento per la danza. Più che un sogno realizzato, direi un sogno che continua a realizzarsi.

Barbara: Sì, esatto! Spesso le persone non immaginano cosa ci sia dietro un’attività manifatturiera. Non si rendono conto del lavoro necessario per realizzare un capo, soprattutto uno dei nostri. Utilizziamo esclusivamente personale italiano e produciamo in Italia. Anche questo è un aspetto importante.

Tutti i nostri fornitori sono italiani. I prodotti sono certificati dal punto di vista ambientale e abbiamo una particolare attenzione alla qualità dei tessuti. Per noi significa rispetto verso il consumatore finale, verso il ballerino. Indossare capi che non rilasciano coloranti e che non siano allergizzanti o tossici è fondamentale.Non è una questione di prezzo, ma di qualità.

L’impegno sociale di un’impresa che ama la danza

Come traducete concretamente il vostro impegno sociale? Le associazioni con cui collaborate sono legate esclusivamente al mondo della danza oppure anche ad altri settori?

Barbara: Negli ultimi tempi ci siamo orientate soprattutto verso associazioni che operano nel mondo della danza. In passato abbiamo sostenuto anche realtà sociali vicine a noi dal punto di vista territoriale. Ad esempio, abbiamo supportato una camminata solidale a favore della Casa del Sole, una struttura che ospita bambini con difficoltà motorie e che offre loro anche opportunità di socializzazione e crescita relazionale. 

Per quanto riguarda il mondo della danza, invece, il nostro supporto passa spesso attraverso le scuole. Quando bambini o ragazzi dovevano partecipare a uno stage ma non avevano la possibilità di acquistare il completo o il costume necessario, provvedevamo noi a fornirlo.

La storia di Coppelia come marchio di nostra proprietà è molto recente, quindi ci siamo confrontati con diverse tipologie di associazioni. 

“Cosa vi ha convinto a sostenere il progetto ValoreDanza e a diventare parte di un percorso che punta a valorizzare i giovani talenti della danza?”

Barbara: La condivisione dei valori dell’inclusione e dell’accessibilità della danza che per noi sono molto importanti. Anche attraverso l’abbigliamento possiamo abbattere le barriere tra le persone. La divisa ha un’importanza particolare perché rende tutti uguali. Permette di essere giudicati per le proprie capacità e non per ciò che si indossa. La danza è per tutti e deve essere accessibile a tutti. Attraverso il sostegno a progetti come ViaggioDanza TalentEdu vogliamo dare a chiunque la possibilità di sentirsi uguale agli altri e di esprimere al meglio il proprio talento.

Inoltre ViaggioDanza TalentEdu ci dà la possibilità di raggiungere un duplice obiettivo: portare avanti la passione che aveva dato origine alla nostra impresa e, allo stesso tempo, farci conoscere maggiormente in Sud Italia. Coppelia è conosciuta a livello nazionale, ma far arrivare il brand in aree geografiche lontane dal nostro quartiere generale resta una sfida, quindi l’aspetto della visibilità è importante.

L’inclusione un tema importante per Dansidance e per Coppelia

Inclusione e accessibilità, due temi molto cari anche a ValoreDanza e all’Academy Itinerante di ViaggioDanza. Perché per voi la danza deve essere accessibile a tutti e non un privilegio per pochi?

Barbara: Danzare è liberatorio. Muoversi e ascoltare la musica sono esperienze che non dovrebbero essere precluse a nessuno. La danza non deve essere riservata a determinate persone, ma accessibile a tutti. Saper ascoltare, vedere e sentire è un patrimonio che dovrebbe appartenere a chiunque.

È stato un piacere e un onore intervistare Barbara Ronchi, titolare dell’impresa Dansidance e responsabile vendite di Coppelia

Il brand avrà un corner dedicato al Festival di ViaggioDanza, che si terrà dal 16 al 19 luglio, presso Villa ItaliaBorgo storico di Nocera Inferiore (Salerno).

I ballerini che parteciperanno al Festival avranno l’opportunità di acquistare kit firmati Coppelia, che potranno utilizzare durante le lezioni in sala e le loro audizioni.

Coppelia ha aderito al nostro progetto ViaggioDanza TalentEdu per valorizzare e per sostenere i giovani ballerini nella loro crescita professionale.

La società sportiva VALOREDANZA

ValoreDanza ssd arl è la pietra miliare delle attività formative dell’Academy Itinerante di ViaggioDanza e dei progetti sociali attivati assieme alle aziende partner.

Con l’obiettivo di individuare il talento e valorizzarlo, la nostra società sportiva si attiva ogni giorno per promuovere lo sport come driver per incrementare la crescita sostenibile delle persone.

Inoltre diffonde nell’ecosistema l’approccio che vede la danza come percorso di sviluppo personale e professionale, offrendo opportunità uniche per chi desidera arricchire il proprio talento e approfondire una connessione con diverse culture.

Non è una semplice realtà organizzativa, ma un vero e proprio pilastro, che sorregge tutti i nostri momenti formativi e i progetti di sostenibilità che portiamo avanti assieme al nostro grande ecosistema.

Il suo scopo è quello di creare occasioni di crescita professionale quanto più accessibili ai talenti del mondo della danza e non solo.

ValoreDanza è una società sportiva dedicata a chi vede nella danza una forma di espressione e di trasformazione, un modo per migliorare la propria salute e la consapevolezza interiore

Ogni nostra attività mira a sostenere il benessere dei partecipanti, permettendo loro di evolvere sia come danzatori, sia come individui.

Ciao! Mi presento, sono Luisa Villani

Sono Imprenditrice e Digital Strategist, Founder e Project Leader di ViaggioDanza. La job description che più mi accende di entusiasmo è sicuramente quella di Direttore Creativo e Strategico di Grandi Eventi, sia in presenza che digitali. Attitudine naturale? Anche, ma quanto studio c’è nel fondere competenze diversificate tecniche e soft skill che spaziano dal Digital Marketing alle attitudini imprenditoriali.

Ho ideato e diretto numerosi format del mondo coreutico e sportivo di successo e di respiro internazionale, ma la mia esperienza non si limita a questo mondo: collaboro anche con aziende di marketing che realizzano programmi formativi nazionali e itineranti, contribuendo con il mio know-how organizzativo e creativo.

Il mondo della danza rimane la mia più grande passione e il filo conduttore di tutto il mio percorso: per me ogni evento è un’opera unica, in cui la precisione organizzativa incontra l’energia creativa, ed allo stesso tempo è occasione importante per coinvolgere i nostri figli nel prendersi cura del proprio corpo, della propria salute fisica e benessere globale. Un messaggio che cerco di inserire in ogni mio speech o intervista.

Dal 2012 mi occupo di grandi eventi, che sono diventati la mia vera casa professionale e personale. Amo la cura dei particolari, convinta che siano i dettagli a fare la differenza tra un’attività ordinaria e un’esperienza indimenticabile.

Oltre al lavoro, sono mamma, moglie e amica preziosa, ruoli che completano la mia identità e arricchiscono la mia visione di ogni progetto.